giovedì 14 febbraio 2013

UNA SENTENZA ESEMPLARE (ed una affermazione altrettanto esemplare)



Il Tribunale di Roma ha assolto oggi in primo grado il giornalista Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1, accusato di peculato per l'utilizzo della carta di credito aziendale. Il Pm aveva chiesto due anni di carcere, il Tribunale lo ha assolto «perché il fatto non costituisce reato».
Minzolini ha commentato la sentenza sottolineando la «via crucis» affrontata nell'ultimo anno e mezzo. «Ho rifiutato di fare il capo ufficio di
corrispondenza di New York della Rai per assistere alle udienze. Quello che ho visto in Tribunale mi ha rincuorato sul rapporto giustizia-informazione in questo Paese».
Uscendo dal tribunale, Minzolini ha poi propspettato un suo imminente rientro nella Rai nella posizione precedente: «Io tra una decina di giorni dovrei stare in Rai sulla poltona da direttore a commentare i dati delle elezioni», ha spiegato riferendosi all'obbligo, previsto dalla normativa sul lavoro, di reintregro del dipendente dichiarato assolto in tribunale nell'ambito di una causa di lavoro. (Il sole 24 ore)

C’è bisogno di commentare? Minzolini, discutibile giornalista in quota berlusconiana, ha utilizzato la carta di credito aziendale (della RAI) per fare i propri comodi, per acquisti personali. Per il Tribunale di Roma, il “porto delle nebbie” per eccellenza, il fatto non costituisce reato. Ma allora vanno assolti con mille scuse tutti i politici che hanno fatto un uso personale del finanziamento pubblico ai partiti. Il "trota", Lusi, Penati, Maruccio, Formigoni vanno immediatamente riabilitati e qualcuno potrebbe pensare ad un processo non più penale per codesti personaggi, ma di canonizzazione. Insomma potrebbero essere beatificati, con la benedizione del prossimo Pontefice. Ora abbiamo capito dove vanno a finire i denari che abbiamo versato per pagare il canone RAI. Nei completi intimi acquistati da Minzolini e colleghi. Questa è l’Italia, questa è la giustizia italiana. Chi non si può permettere un avvocato di grido, un principe del Foro, va in galera per aver sottratto una cioccolata da un ipermercato. Non facciamo parte della UE, chi l’ha detto? Siamo il paese più settentrionale dell’Africa, un continente che, a nord, ospita anche l’Italia, protesa com’è verso la Tunisia.


ULTIM'ORA BERLUSCONEIDE

Silvio Berlusconi va in televisione e difende la logica delle mazzette. "La tangente è un fenomeno che esiste ed è inutile voler negare l'esistenza di queste situazioni di necessità", ha detto, parlando ad Agorà su Raitre.

"Quando i tre gioielli nostri, l'Eni, l'Enel e la Finmeccanica - trattano con altri paesi devono adeguarsi alle condizioni di quei paesi: nelle democrazie si fa soltanto la gara di appalto, dove non c'è una democrazia completa e perfetta ci sono altre condizioni che bisogna accettare se si vuole vendere il proprio prodotto a quel paese".

Berlusconi fa un esempio parlando di "un tot per l'appalto e un tot per una scuola richiesta dal presidente della repubblica con cui stiamo trattando. Ora con questo fatto di questa magistratura che ha dimostrato un autolesionismo nei confronti dell'Italia assoluto noi ci stiamo facendo fuori dalla possibilità di competere nel mondo con altri importanti gruppi perché nessuno tratterà più né con l'Eni, né con l'Enel, né con Finmeccanica. E' una cosa da masochismo puro e c'è da essere molto preoccupati".

Il Cavaliere ha sottolineato: "Non sono reati; si tratta di pagare una commissione a qualcuno di quel paese perché quella è la regola di quel paese. Vogliamo non pagare commissioni? E allora stiamo a casa e non vendiamo più niente. Noi siamo in democrazia e queste cose non le facciamo ma se vai a trattare con un paese del terzo mondo o con qualche regime...se uno fa questi moralismi assurdi, allora non fa l'imprenditore a livello mondiale".

Quanto alla commessa per gli elicotteri ritirata dall'India in seguito allo scandalo Finmeccanica, Berlusconi ha detto: "L'hanno ritirata perché è emerso tutto sui giornali. Di fronte a ciò il governo indiano e l'appaltatore sono stati costretti. Comunque Finmenccanica su quel mercato non ci sarà più".
Wallstreetitalia

Il cerchio si chiude. Il Cavaliere ed il suo fedele servitore si sono immortalati nella loro quintessenza: la contiguità con il codice penale. Entrambi fanno parte di una delle tante caste, logge, lobby, consorterie italiane: si tratta di personaggi che si sentono al di sopra della legge e al di là della morale, sagome senz'anima incapaci di azioni etiche, simulacri dal cuore duro come la pietra, privi di rispetto per gli altri, protervi e arroganti come cani rabbiosi, quando parlano digrignano, quando sorridono sogghignano. Sono i vincenti, senza scrupoli, senza coscienza e risonanze emotive. Esseri spettrali come la morte che portano, ancora vivi, dentro.