venerdì 16 gennaio 2015

ALESSANDRA MORETTI E I FANNULLONI ARROGANTI



Il “caso Moretti” merita di essere approfondito in quanto potrebbe non rimanere un episodio isolato, anzi, solo l’inizio di un cambiamento epocale nei rapporti fra i cittadini ed i propri rappresentanti politici.
Riassumo quanto accaduto.
L’europarlamentare Alessandra Moretti, ex vicesindaco di Vicenza, ex portavoce di Bersani, ex cuperliana pentita, quindi convertitasi al renzismo (e quanto ci ha messo per capire il cavallo sul quale doveva puntare?) in una di queste belle mattinate di sole che ci sta regalando il nuovo anno, si trovava all’interno di  una pasticceria quando un cittadino, riconoscendola, le faceva notare che anziché starsene beatamente a mangiarsi frittelle avrebbe dovuto essere a Bruxelles, ossia sul posto di lavoro.
Il cittadino, che si dichiarava un elettore della Moretti, faceva notare all’europarlamentare che in quella mattinata al Parlamento europeo era in discussione un’importante legge riguardante gli OGM (tema molto caro alla “sinistra”) e quindi  sarebbe stata particolarmente importante la sua presenza ed il suo voto.
La scena ovviamente imbarazzava la Moretti che minacciava di chiamare i vigili urbani, per nulla intimorito il cittadino, identificato come Paolo Forza, faceva notare che  non stava facendo nulla di male, purtroppo, però, in quel momento aveva fretta (doveva recarsi al lavoro) quindi uscendo dal locale si rendeva disponibile per il giorno successivo a ripetere le stesse cose anche in presenza di rappresentanti della Polizia locale.
Il giorno successivo la Moretti, anziché con i vigili urbani, si presentava “all’appuntamento” nella pasticceria con dei carabinieri, il Sig. Forza, però, coerente, ribadiva ciò che aveva detto il giorno prima, ed ossia invitava la Parlamentare europea ad “andare a lavorare”.
I due rappresentanti delle Forze dell’Ordine, probabilmente solidali con il cittadino, ma timorosi di prendere una lavata di capo dai propri superiori, che a loro volta avrebbe potuto prendere una lavata di capo dai loro superiori, che a loro volta … e così via … fino alla Presidenza del Consiglio, cercavano di chiudere la diatriba “in bonis”, cioè invitavano il Sig. Forza a lasciar perdere e non insistere, accompagnando il cittadino amichevolmente fuori dal locale pubblico.
Ora non si sa se la Moretti per questo fatto sporgerà denuncia o meno, staremo a vedere, ma, visti i fatti, ora passiamo ad un paio di considerazioni.
La prima che mi sento di fare è la seguente: se un qualsiasi imprenditore scoprisse che un suo impiegato, regolarmente pagato ogni mese, anziché sul posto di lavoro, trascorresse tutte le sue  giornata tranquillamente in pasticceria a mangiare frittelle, e per questo lo invitasse a tornare in ufficio, beh! Penso che nessuno avrebbe nulla da obiettare. Anzi! La solidarietà dell’opinione pubblica andrebbe tutta all’imprenditore costretto a pagare lo stipendio ad un fannullone scansafatiche.
E quindi, mi chiedo, perché un europarlamentare, uomo o donna che sia ovviamente non fa differenza, che altro non è che un impiegato pubblico, può tranquillamente non recarsi al lavoro e starsene beatamente a mangiare frittelle tutti i santi giorni, ed i suoi datori di lavoro, cioè chi gli paga lo stipendio, cioè tutti i cittadini italiani, cioè TUTTI NOI, non possiamo nemmeno chiedergli di fare il proprio dovere e recarsi al lavoro?
Oltretutto, in questo caso, le stiamo anche pagando un signor stipendio visto che parliamo di oltre 20.000 euro al mese!
La seconda considerazione è questa:
La Sig.ra Moretti si è riservata la facoltà di sporgere denuncia (per molestie? Per cosa?) nei confronti del Sig. Forza, probabilmente non lo farà, ma certamente con l’aiuto di tutti i media nazionali (scandalosamente di parte gli articoli sulla vicenda usciti sul Corriere della Sera completamente al servizio dell’attuale dirigenza politica nazionale), cercherà di tramutare la vicenda “politicamente” a suo favore.
Il Sig. Forza, sempre da quella carta straccia che è diventato il Corriere della Sera (Dino Buzzati, Eugenio Montale, Indro Montanelli dove siete?), è stato etichettato come “molestatore” un termine indecoroso che lo equipara quasi ad un “violentatore”, e, cosa ancor peggiore, “appartenente al Movimento 5 Stelle”.
La Dotmedia, la società di comunicazione legata alla famiglia Renzi (gli scandali degli “intrecci” con la Eventi 6, società delle sorelle e della mamma del Premier sono noti a tutti) che cura la campagna elettorale per le prossime elezioni nella Regione Veneto che vedono la Moretti candidata per il Pd, tenta così ora di travisare l’accaduto cercando di far passare la Moretti per una vittima.
Sappiamo tutti che “donna” e “vittima” è un connubio che funziona sempre, ed infatti la Moretti ha già avuto la solidarietà di altre “colleghe” anche di formazioni politicamente contrapposte al Pd .
Nel frattempo la Dotmedia è fortemente impegnata a “ripulire” il web dalla miriade di insulti nei confronti dell’europarlamentare veneta, che hanno inondato la rete all’indomani delle sventurate dichiarazioni della Moretti sulla sua costante presenza dall’estetista.
Davvero è possibile riuscire a pensare ad una cosa più stupida, per un politico di “sinistra”, in un Paese in cui ormai chi non riesce arrivare a fine mese è diventato maggioranza assoluta, che affermare candidamente  di andare tutte le settimane dall’estetista e di considerare questo “un dovere” per un personaggio pubblico?
Ci si può stupire poi che gli italiani, angosciati dal futuro, massacrati dalle tasse e dalla crisi, ti coprano di insulti?  (source)